lunedì, 30 ottobre 2006, ore 11:29

non c’è cosa più bella, secondo me, di viaggiare in treno di notte e con la nostra musica preferita sparata direttamente su staffa incudine e martello, e guardare il panorama illuminato dai rari lampioni e dalla luna. non c’è cosa più bella, quando si parla di viaggi.
perché in macchina di notte devi stare attento agli altri automobilisti, chè c’è sempre lo scooterone bastardo che ti sorpassa a destra o il bmw che ti si piazza dietro il deretano e comincia a lampeggiarti per fargli spazio, così tanto che quando scendi dalla macchina hai il collo abbronzato.
oppure c’è il maltempo. eh sì, che se becchi la nebbia di notte devi andare piano pianino, e arrivi dopo 2 ore. o la pioggia, si appanna il vetro e devi stare lì, con una mano sul volante, l’altra che pulisce un po’ il vetro e l’altra sul cambio. hmm no, c’è una mano di troppo. comunque sia, è stressante. tipo ieri sera non mi funzionava l’affare che spruzza acqua sul parabrezza (che era di un lercio assurdo a causa della terribile combinatio ‘umidità + polvere’) e al primo semaforo ho dovuto abbassare il finestrino per buttarci sopra la mia bottiglietta d’acqua per pulirlo. naturalmente quelli nelle macchine accanto a me non mi hanno guardata benissimo. ecco, non ti rilassi, non ti godi il viaggio. invece col treno, te ne stai stravaccato sul tuo sedile, che diventa il tuo piccolo habitat naturale per quel tempo limitato e fai quello che più ti piace per ammazzare il tempo. in questi giorni che mi capita di prendere il treno sempre verso le 22.00, maledico trenitalia perché nella tratta Roma- Civitavecchia ci sono troppe gallerie. e perché alle 22.00 sul treno ci sono le luci tutte accese. Sali lì sopra ed è pieno giorno, ti tocca mettere gli occhiali da sole o far fare ginnastica preventiva alle pupille.
poi in treno ti diverti sempre. ci sono certi soggettoni (me compresa) che meriterebbero l’oscar alla carriera. e quando il treno ritarda poi è bellissimo, si diventa tutti amici e fratelli, uniti nella disgrazia. tutti si lamentano, nella gente sale il malcontento, poi arriva il capo banda della situazione e comincia il suo comizio e la gente fa sìsì con la capocetta. poi viene il momento dei discorsi generali, dai treni che ritardano si passa ai prezzi con l’euro, non ce la faccio più ad arrivare alla fine del mese, è tutto raddoppiato. poi si passa al maltempo, e con questo tempaccio non sai mai come vestirti ecc. ecc.
poi ti puoi divertire solamente osservando la popolazione pendolaresca.
il pendolare tipo, quando viaggia, ha circa 8 passatempi a disposizione:
- scaccolarsi (facendo il vago);
- piazzarsi le cuffie nelle orecchie e assordare tutto il vagone con gigi d'alessio in loop;
- leggere il giornale del tizio seduto vicino con molta noscialnz;
- battere il record di fissaggio punti nel vuoto senza mai sbattere le palpebre;
- dormire con la bocca aperta in posizione homer simpson;
- farsi venire la tendinite a forza di mandare sms;
- far finta di parlare da solo (questa è una prerogativa degli studenti, specie quelli che ripassano per qualche compito in classe);
- scambiarsi ricette e dritte per qual è il detersivo che scrosta di più e costa di meno (prerogativa dei gruppetti di mamme che di solito fanno comunella);
e mi pare basta così. se mi viene in mentre altro poi lo aggiungo. o se viene in mente a voi, segnalatemelo in qualunque modo, anche i segnali di fumo vanno bene.
naturalmente il mio di passatempo preferito è quello di cui parlavo all’inizio di questo post, cioè guardare fuori dal finestrino il paesaggio correre via, di solito con le cuffie incollate alle orecchie. ma che sia chiaro, non con gigi d’alessio in loop.
on air: Francesco De Gregori - Souvenir
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mercoledì, 25 ottobre 2006, ore 19:18

sophie, finalmente al computer dopo cinque giorni di semi-latitanza, vede avanzare da dietro una figura losca. mette meglio a fuoco e capisce che è il suo caaaaro nonnino. questi, appoggiandosi a tutti i mobili della stanza, in una mezzoretta riesce ad arrivare alla sua metà, la spalla di sophie.

scena namber uan
*le parole tra gli asterischi sono la traduzione delle frasi in siciliano*

sophie: nonno dove vai.

nonno: qui. (ride e inizia a cantare) tu sula ci si bedda a chistu munnu / tu sula mi fa iri pazziannu *tu sola ci sei bella a questo mondo, tu sola mi fai impazzire*

sophie se la ride pensando che fortunatamente ci sono i nonni

nonno: (di botto serio) ti vuogliu dare un consigliu * ti voglio dare un consiglio*
(sguardo inquisitorio) ma ci l'ha lu zitu? *ma ce l'hai il fidanzato?*

sophie: sì

nonno: (stupefatto) ma già? e cchi ffa? *ma già ce l'hai? e cosa fa?*

sophie pensa che sarebbe anche ora, visti i suoi 23 anni e dice: niente

nonno: (oltremodo stupefatto): ma comu nenti? cocchiccosa ava ffari... *ma come niente? qualcosa dovrà pur fare...*

sophie: no no (ride)

nonno: (grida) E CHI FFA, TU L'HA MANTINIRI? *e che lo devi mantenere tu?*

sophie: no no

nonno: (fa la faccia di chi ha sgamato) allura non po essiri nenti *allora non può essere niente*

sophie: no, perchè non c'è!

nonno: e chi ffa mi babbii? vidi ca ti dugnu na timpulata... (ride) *e che fai mi prendi in giro? guarda che ti do' un ceffone*

scena namber tciù

nonno: (sguardo interrogativo rivolto al pc) chi è chistu? *cos'è questo?*

sophie: un computer

nonno: eh?

sophie: un computerrr

nonno: nu lu capisciu *non capisco*

sophie: (urla così forte che un australiano le bussa dal pavimento) UN COMPUTERRRR!!

nonno: u' computerri?

sophie: sì.

nonno: a chi serbi? si cci fannu li cunta? *e a cosa serve? si ci fanno i conti?*

sophie pensa alle miriadi di cose che si possono fare oggi con un pc. poi pensa all'incredibile sordità di suo nonno e, rassegnata, esclama: sì.

nonno: (annuisce) ahhh. (sospira, guarda la finestra) mi nni vaiu fora. *me ne vado fuori*

sophie lo guarda allontanarsi, poi guarda fuori e capisce il perchè di quel sospiro.
lui si che ha capito tutto.
con un sole così ad ottobre non si può stare in casa, davanti a lu computerri.

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martedì, 24 ottobre 2006, ore 12:01

ieri sera si festeggiava la mia prima settimana di lavoro.

ho festeggiato alle 22.20 circa, davanti a della pizza surgelata fredda e il televisore che mandava la fiction su papa luciani.

il massimo della tristezza.
devo dire che per ora va bene, anche se non mi fermo un secondo e i turni, poi, sono quelli che sono. le colleghe sono tutte carine, simpatiche e disponibili (uomini, fatevi avanti se volete un appuntamento!) a rispondere alle miriadi di domande che faccio in continuazione. mi sento piuttosto imbranata ancora. mi rendo sempre più conto che alla fine, dopo 3 anni di università è come se non avessi imparato nulla, che c'è una differenza abissale tra la teoria e la pratica. questo è abbastanza sconfortante. è come se dovessi iniziare tutto da capo. loro mi assicurano che non sono fuori tempo massimo per quel che riguarda l'ambientamento. quando non me lo diranno più, vorrà dire che avrò sforato coi tempi. un po' come pippo baudo.

on air: istant karma - john lennon
"Well, we all shine on,
like the moon and the stars and the sun.
Yeah, we all shine on,
on and on (and on and on) come on, yeah!"

e adesso vado, chè devo lavorare. ennesimo pomeriggione, yeah!

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