sophie, finalmente al computer dopo cinque giorni di semi-latitanza, vede avanzare da dietro una figura losca. mette meglio a fuoco e capisce che è il suo caaaaro nonnino. questi, appoggiandosi a tutti i mobili della stanza, in una mezzoretta riesce ad arrivare alla sua metà, la spalla di sophie.
scena namber uan
*le parole tra gli asterischi sono la traduzione delle frasi in siciliano*
sophie: nonno dove vai.
nonno: qui. (ride e inizia a cantare) tu sula ci si bedda a chistu munnu / tu sula mi fa iri pazziannu *tu sola ci sei bella a questo mondo, tu sola mi fai impazzire*
sophie se la ride pensando che fortunatamente ci sono i nonni
nonno: (di botto serio) ti vuogliu dare un consigliu * ti voglio dare un consiglio*
(sguardo inquisitorio) ma ci l'ha lu zitu? *ma ce l'hai il fidanzato?*
sophie: sì
nonno: (stupefatto) ma già? e cchi ffa? *ma già ce l'hai? e cosa fa?*
sophie pensa che sarebbe anche ora, visti i suoi 23 anni e dice: niente
nonno: (oltremodo stupefatto): ma comu nenti? cocchiccosa ava ffari... *ma come niente? qualcosa dovrà pur fare...*
sophie: no no (ride)
nonno: (grida) E CHI FFA, TU L'HA MANTINIRI? *e che lo devi mantenere tu?*
sophie: no no
nonno: (fa la faccia di chi ha sgamato) allura non po essiri nenti *allora non può essere niente*
sophie: no, perchè non c'è!
nonno: e chi ffa mi babbii? vidi ca ti dugnu na timpulata... (ride) *e che fai mi prendi in giro? guarda che ti do' un ceffone*
scena namber tciù
nonno: (sguardo interrogativo rivolto al pc) chi è chistu? *cos'è questo?*
sophie: un computer
nonno: eh?
sophie: un computerrr
nonno: nu lu capisciu *non capisco*
sophie: (urla così forte che un australiano le bussa dal pavimento) UN COMPUTERRRR!!
nonno: u' computerri?
sophie: sì.
nonno: a chi serbi? si cci fannu li cunta? *e a cosa serve? si ci fanno i conti?*
sophie pensa alle miriadi di cose che si possono fare oggi con un pc. poi pensa all'incredibile sordità di suo nonno e, rassegnata, esclama: sì.
nonno: (annuisce) ahhh. (sospira, guarda la finestra) mi nni vaiu fora. *me ne vado fuori*
sophie lo guarda allontanarsi, poi guarda fuori e capisce il perchè di quel sospiro.
lui si che ha capito tutto.
con un sole così ad ottobre non si può stare in casa, davanti a lu computerri.
ieri sera si festeggiava la mia prima settimana di lavoro.
ho festeggiato alle 22.20 circa, davanti a della pizza surgelata fredda e il televisore che mandava la fiction su papa luciani.
il massimo della tristezza.
devo dire che per ora va bene, anche se non mi fermo un secondo e i turni, poi, sono quelli che sono. le colleghe sono tutte carine, simpatiche e disponibili (uomini, fatevi avanti se volete un appuntamento!) a rispondere alle miriadi di domande che faccio in continuazione. mi sento piuttosto imbranata ancora. mi rendo sempre più conto che alla fine, dopo 3 anni di università è come se non avessi imparato nulla, che c'è una differenza abissale tra la teoria e la pratica. questo è abbastanza sconfortante. è come se dovessi iniziare tutto da capo. loro mi assicurano che non sono fuori tempo massimo per quel che riguarda l'ambientamento. quando non me lo diranno più, vorrà dire che avrò sforato coi tempi. un po' come pippo baudo.
on air: istant karma - john lennon
"Well, we all shine on,
like the moon and the stars and the sun.
Yeah, we all shine on,
on and on (and on and on) come on, yeah!"
e adesso vado, chè devo lavorare. ennesimo pomeriggione, yeah!