domenica, 12 ottobre 2008, ore 20:00
ogni tanto ripasso a spolverare questo posto. ormai è diventato la casa di muschi e licheni. il fatto è che ho perso un po' la voglia di scrivere i cazzi miei qui sopra, vuoi perchè il più delle volte non ho niente da dire, vuoi perchè non penso che i fatti miei importino a qualcuno, ecco che mi chiudo nel mutismo cosmico. l'altro giorno però mi ero talmente incazzata che alla fine delle mie invettive mentali e silenzione ho pensato "ecco, questo potrebbe essere un ottimo post". il fattaccio è avvenuto in un supermercato, io ero al limite delle forze, sciattissima e scazzatissima, sopracciglia incolte ed occhiaie nerissime, tanto per dare un'idea. arrivata alla cassa, con una certa fretta comincio a imbustare le cose e la commessa col suo sorrisino finto, prima mi chiede se ho la tessera senza nemmeno degnarmi di uno sguardo, poi di punto in bianco inizia a fissarmi con lo sguardo da pazza e quel sorriso di plastica, facendomi sentire molto in imbarazzo, non ho ancora capito il perchè. mi sono sentita messa sulla gogna, sotto esame. la commessa perfetta e io quella coi capelli fuori posto. sono letteralmente scappata dal quel supermercato, sentendo alle mie spalle un freddo arrivederci e il peso di occhi scrutatori che non sorridono. non so dire il perchè io mi sia sentita così, fatto sta che è come se fossi tornata l'adolescente complessata di tanti anni fa, quella che faceva di tutto per non stare al centro dell'attenzione. che brutta sensazione. adesso capisco perchè le casalinghe si pompano e infighettano anche per andare a prendere solo una busta di latte.
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